Un’isola nella rete

Il mio primo blog l’ho aperto nel 2006 mentre stavo facendo la scuola di giornalismo presso la Fondazione Internazionale Lelio Basso, in realtà ne avevo già uno che gestivo collettivamente ma decisi di applicare le teorie e le tecniche che stavo studiando a un nuovo spazio.

Oggi quel blog ha oltre 45000 contatti. Una delle difficoltà nel gestire un blog è rappresentata dal materiale da pubblicare, insomma più materiale viene pubblicato e più “importante” e “autorevole” può diventare un blog perché più facilmente finirà nei motori di ricerca. Ma è anche vero che realizzare materiale inedito che abbia un minimo di rilevanza richiede tempo, pazienza e cura. Per questi motivi optai per una via di mezzo ovvero alternai la pubblicazione di materiale mio (racchiuso nella sezione “I miei articoli”) a materiale che trovavo sul web e che ritenevo interessante. Strutturai le sezioni tematiche rifacendomi alle classiche sezioni di un giornale cercando però di utilizzare nomi più accattivanti, ad esempio la rubrica dedicata alla satira si chiama “Con il sorriso e lo sguardo fiero”, la rubrica dedicata alla criminalità organizzata si chiama “Colpo sordo”.

Recentemente ho sentito quel blog distante da me, perchè anche se continuo saltuariamente a pubblicare i miei articoli (mentre ho totalmente abbandonato la pubblicazione di altro tipo di materiale) ho scoperto in me l’esigenza di comunicare e scrivere in modo diverso. Mi sono chiesto se tutti i contatti che avevo avuto in questi anni meritassero che il blog rimanesse aperto e se non lo dovessi chiudere. Mi sono domandato se dovessi aprire un nuovo blog o stravolgere quello che per anni avevo curato e gestito. Alla fine ho deciso di aprire questo spazio e di lasciare invariato il vecchio.

Il punto è che l’evoluzione costante delle tecnologie e degli strumenti per comunicare, a mio parere, hanno bisogno di critica, conoscenza e di consapevolezza, e di questo sento l’esigenza di occuparmi.
Oggi più che mai non è solamente importante avere una notizia da diffondere, ma sapere come diffonderla nel minor tempo e con la maggior divulgazione possibile.

La democrazia della rete e la comunicazione in generale navigano su binari molto torbidi e non si può continuare sottovalutare questa situazione. Ma di questo parlerò più avanti.

Adesso voglio ritornare brevemente sul concetto che lega il giornalismo ai blogger. Le mie considerazioni su questo rapporto le ho scritte nel dicembre 2006 per il Forum “Dove nascono le idee?” svoltosi alla 5a Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi 2006” le potete leggere qui.

Ma ciò che avevo scritto allora, oggi non posso che considerarlo parziale, incompleto e in parte fuorviante. Nello specifico sbagliavo a considerare il blog come strumento a sé stante utile per la diffusione di nozioni e sbagliavo a considerare l’evoluzione della comunicazione sul web. Siamo ormai giunti al web 2.0 e mentre internet quando è nato era appannaggio solo di tecnici ed esperti (per quanto riguarda i contenuti) oggi non è più così, ne dobbiamo essere consapevoli e ne dobbiamo trarre le conclusioni. Così come dobbiamo essere capaci di capire i mutamenti in corso mentre avvengono, senza lasciare nessuna ipotesi o sviluppo inatteso. Un blog oggi, staccato da tutti gli altri strumenti che generano rumore sul web non è nulla.

La democrazia del web rispetto a un sito o a un blog si riduce in questo semplice concetto: chiunque può generare uno strumento di comunicazione nazionale o internazionale, questo elemento è determinato unicamente dal numero di visite e di contatti e dalla conoscenza delle tecnologie a disposizione.

Un esempio su tutti è quello che riguarda il sito http://www.italia.it il portale del turismo italiano inaugurato dal vicepremier Francesco Rutelli nel 2007 e costato la spaventosa cifra di 45 milioni di euro. Nonostante questa cifra lo spazio fu chiuso nel 2008. Al contrario un blog fatto senza spendere un euro può diventare con gli anni un punto di riferimento per milioni di persone come è stato per il blog di Beppe Grillo.

La comunicazione è in evoluzione. Con questo blog cercherò di comprendere come sta cambiando il panorama.

PS: il mio primo blog lo potete visitare a questo indirizzo, mi farà piacere e magari farà piacere anche a voi.

PPS: oggi il sito www.italia.it è nuovamente on line, se volete potete visitarlo, sicuramente farete piacere alla Ministra del Turismo Michela Vittoria Brambilla.

Ecco un esempio di come le tecnologie possano non essere sufficienti per una buona comunicazione.

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One thought on “Un’isola nella rete

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