Il mio kung-fu è migliore del tuo

Shang Chi

Shang Chi

Per Francis Bacon la conoscenza vale nella misura in cui consente all’ uomo di operare sulla natura per migliorare le condizioni di vita dell’ uomo stesso. Viene così a cadere la concezione del sapere per il sapere, ossia del sapere come valore autonomo, del sapere che non serve a nulla e proprio perchè privo del legame di servitù é il più nobile dei saperi, come sosteneva Aristotele.

In una società dove le tecnologie sono in costante evoluzione la conoscenza non può che rappresentare un valore fondamentale. Non tanto come conscenza fine a se stessa ma come strumento di miglioramento e di sviluppo costante. Avere padronanza delle tecniche e degli strumenti informatici che ci circondano consente l’ampliamento di tutte le nostre possibilità di comunicazione, di lavoro e di vita.

Paradossalmente questa conoscenza fatta di trucchi e codici, di combinazione di tasti e tattiche segrete è un po’ come con le arti marziali: più mosse e tecniche si conoscono e più si sarà capace di difendersi e di contrattaccare.

Mi viene in mente a questo proposito la storia di Kevin Mitnick. Nato in California nel 1963 iniziò da ragazzo la sua attività come hacker lavorando e modificando computer e modem. Dopo un paio di anni decise di diventare un cracker (adottando il nickname di Condor) ma il suo primo vero reato informatico avvenne nel 1981 con l’attacco ad una compagnia telefonica americana, la Cosmos della Pacific Bell.

Nell’83, 87, 88 iniziò ad introdursi illegalmente nei sistemi informatici di multinazionali sempre più grosse ed importanti (Motorola, Fujitsu, Nokia, Sun Microsystems, Novell, Nec), sfruttando i numerosi bug che la maggior parte dei sistemi informatici presenta, e soprattutto utilizzando la tecnica della cosiddetta ingegneria sociale, cioè l’acquisizione di informazioni riservate direttamente dalle persone coinvolte, attraverso l’utilizzo scientifico di svariate tecniche.

Tra queste userà tra i primi quella dell’IP spoofing, che permette di rendere non rintracciabile il computer da cui si sta lavorando. Con questo sistema decide di dare uno schiaffo morale al mondo informatico.

Il 25 dicembre 1994 attaccò la rete di calcolatori di Tsutomu Shimomura, grande esperto di sicurezza informatica, con sede a San Diego rubandogli un’enorme quantità di programmi e software.

Shimomura fu costretto a disdire le vacanze in Colorado e a lavorare per riparere le falle attraverso le quali era entrato il Condor.

Una scena del film Matrix Reload

Una scena del film Matrix Reload

Ma la sfida lanciata dal cracker non si limitò alla violazione dei sistemi informatici: decise, dopo aver seguito una conferenza sul metodo che era stato usato per violare il suo computer, di prenderlo in giro. Visto che aveva un nome e un cognome giapponese iniziò a chiamarlo facendo finta di essere un campione di arti marziali. Camuffando la voce gli lanciava sfide e si vantava di conoscere più mosse di kung fu e di avere maggiore padronanza nell’arte del combattimento dello sventurato giapponese. Mitnick si connetteva usando un modem cellulare per impedire l’identificazione del luogo della chiamata.

Shimomura esausto riuscì a individuare il numero del  telefono e decise di far ricorso all’FBI. Nel 1995, Kevin Mitnick, con grande delusione del mondo hacker underground venne catturato. Il Condor passerà 36 mesi in galera, di cui 8 in isolamento, senza processo. Il 21 gennaio 2000, scontate anche alcune pene precedenti, venne rilasciato con il divieto di toccare un computer e qualsiasi telefono cellulare per tre anni. Il 21 gennaio 2003 gli fu permesso nuovamente di utilizzare un computer collegato a Internet  e qualsiasi telefono cellulare.

Questa storia (che entrò implicitamente nell’immaginario collettivo attraverso il binomio (che vediamo in tanti film e fumetti) arti marziali/informatica) ci evidenzia quante potenzialità abbiano le macchine che utilizziamo quotidianamente e quante possibilità abbiamo noi nell’utilizzarle.

Sia Kevin Mitnick (che oggi lavora per la sicurezza informatica) sia Tsutomu Shimomura hanno pubblicato diverso materiale su questa storia. Questo è un pezzo del film Takedown tratto dall’omonimo libro di Shimomura.

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