Analisi della trasformazione comunicativa della politica

I personaggi di questa storia potrebbero essere utilizzati da Ridley Scott per fare un film stile Blade Runner. Un film dalle tinte fosche che sappia ben coniugare lo stile noir/gangster a quello futuristico/apocalittico.

Berlusconi mitra

Berlusconi che imita l'uso di un mitra

Un ricco imprenditore con stretti legami con la mafia e un impero mediatico alle sue dipendenze decide di candidarsi come Presidente. La decisione viene presa a causa di una sconvolgente serie di processi e di indagini che devasta il Paese. Tra i principali imputati c’è anche il protettore politico dell’imprenditore, che vistosi perso, decide di scendere in campo. Inutile dire che l’appoggio mediatico e il sostegno mafioso fanno di lui uno dei più famosi e longevi politici del Paese. I media mainstream e in particolar modo la televisione diventeranno manganelli virtuali per punire i nemici e megafoni per la propaganda e per ricambiare favori agli amici. Lo “spazio simulato” dentro cui agisce il potere politico si fonde con la televisione manipolando la realtà e incoronando il sovrano. Dietro le telecamere, inoltre, si muove un mondo parallelo fatto di lacchè e soubrette disposti a tutto pur di entrare nelle grazie del Presidente. Il potere travalicherà i confini politici dei partiti riuscendo sempre e comunque a contaminare tutti gli ambienti del Paese. Tanto più è dura l’oppressione, tanto più è diffusa tra gli oppressi la disponibilità a collaborare con il potere.

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Un comico epurato dalla televisione, un po’ per dispetto, un po’ per sfida decide di utilizzare internet come strumento di comunicazione. Apre un blog e nel giro di poco tempo riesce a creare dal nulla un forum con migliaia di iscritti. La sua satira politica non si limita a ridicolizzare il potere, il comico inizia a fare proposte concrete grazie alle informazioni che gli utenti mettono in condivisione. Il blog diventa un punto di riferimento per la rete e gli attivisti politici. Inutile dirlo ogni mezzo di comunicazione ha le sue regole, le sue modalità di fruizione e il suo linguaggio e il comico diventa l’alter-ego mediatico dell’ex imprenditore. Così come il Presidente lancia invettive e fa propaganda in televisione il comico utilizza i social network e il suo blog per diffondere le sue idee. Un confronto mediatico tra i due è impossibile, l’esistenza di entrambi è collegata strettamente ai mezzi che utilizzano e che automaticamente si escludono a vicenda. Più la censura si fa forte in televisione e più le notizie vengono diffuse tramite internet. Con il limite però che la fruizione di internet è ancora minoritaria rispetto l’uso della televisione e per questo motivo la narrazione nel paese è diversificata. I punti di vista si sdoppiano e non coincidono nella coscienza delle persone. La prima grande manifestazione del potere della rete accumulato dal comico si mostra con una grande iniziativa nazionale per raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare. E’ un successo. Il blogger decide anche di promuovere una serie di liste civiche e di creare un vero e proprio movimento politico nazionale, che logicamente sarà bandito dai media mainstream del Presidente ma che avrà nel web il suo punto di forza.

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

Un ex magistrato diventato famoso durante le indagini che sconvolsero il Paese portando alla luce la sconvolgente diffusione di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti, si dimetterà poco prima di riuscire a fare un interrogatorio al Presidente accusato di corruzione. Dopo un periodo di indecisione decide di scendere anche lui in politica cercando di diventare l’alter-ego morale e politico dell’ex imprenditore. Cercherà sia di usare i classici mezzi di informazione sia di utilizzare le nuove tecnologie. Usa i social network, partecipa alle iniziative del comico epurato cercando di esserne sponda politica. Usa un linguaggio semplice e diretto, che però spesso alza i toni dello scontro politco al pari di quello utilizzato dal Presidente. C’è un punto infatti su cui entrambi coincidono: nell’attacco al Capo dello Stato, rappresentante dell’unità del Paese e della Costituzione. Logicamente per motivi opposti.

Popolo viola

Popolo viola

La società civile col trascorrere degli anni si trasforma, muta in modo incredibile. La trans-politica, o caduta delle ideologie, con il trascorrere degli anni stravolgerà le lotte di rivendicazione sociale. Le bandiere politiche e l’identificazione ideologica verranno sempre più diluite (colpevole anche una repressione che si mostrerà con il volto di una dittatura autoritaria). Il popolo si tinge di viola e naviga in rete. La prima azione di questo movimento è una manifestazione nazionale autoconvocata attraverso un social network contro il Presidente. Abbandonando il pesante apparato partitico il movimento riesce a intervenire in tempo reale ogni volta che il Presidente, con la sua arroganza e il suo potere, attaccherà la Costituzione e lo Stato.

A questi protagonisti si possono aggiungere una serie infinita di affascinanti comprimari e dettagli. Prostitute che rivelano i propri favori al Presidente, ricattatori e paparazzi, magistrati minacciati e pentiti scomodi, giornalisti epurati e pizzini mafiosi, imprenditori corrotti e catastrofi naturali, inciuci politici e chiamate alle armi…

Aspettiamo Ridley Scott per sapere come andrà a finire.

Un video che ben rispecchia la situazione drammaticamente cinematografica in cui viviamo.

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One thought on “Analisi della trasformazione comunicativa della politica

  1. Pingback: Il corpo del Presidente « Il blog personale di Cosimo Marasciulo

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