Habbo, analisi e studio della comunità virtuale

Qualche giorno fa ho letto questo articolo che parlava della presenza in alcuni giochi di ruolo di gruppi che fanno riferimento a organizzazioni criminali. Tra i luoghi descritti si parlava anche di Habbo Hotel, chat bidimensionale MMORPG gratuita, per certi versi simile a Second Life,  su cui ho trovato pochissime informazioni. Ho deciso quindi di entrare per circa una settimana in questa comunità virtuale per studiarne funzioni e potenzialità. Sono stato sempre curioso d’altro canto dei mutamenti sociali e culturali indotti dalle nuove tecnologie.

Habbo è un comunità virtuale creata dalla Sulake Corporation nel 2000. Complessivamente, conta oltre 175 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, con 16,5 milioni di utenti unici al mese. Le connessioni avvengono da 150 paesi ed esistono piattaforme in 11 diverse lingue. Nel primo trimestre di quest’anno, il fatturato globale della Sulake ha registrato un aumento del 25% rispetto al medesimo periodo del 2009, raggiungendo il valore record di 14,7 milioni di euro. Nell’intero 2009 aveva toccato un fatturato di 49 milioni di euro. La solida crescita della Corporation è il risultato del pagamento dei beni virtuali disponibili su Habbo, delle partnership, delle attività su altri social network e della pubblicità on line. Nel 2010, hanno infatti pianificato pubblicità su Habbo grandi aziende, come Kellogg’s, Adidas, Diesel, Alpitour, Yamaha e Barilla.

Momento di socializzazione

A cosa serve e come è strutturato
Habbo serve a conoscere persone attraverso un doppio sistema di chat. Un primo sistema multiplo (simile alle chat room tradizionali) realizzato attraverso una definizione grafica munita di avatar e ambientazioni virtuali. L’altro sistema classico tra due utenti e privato a cui si può accedere dopo che la propria richiesta di amicizia viene accettata. Per il modo stesso in cui è fatto, Habbo può contare il 90 % degli utenti in una fascia d’età che va dai 13 ai 18 anni di età.

Ogni utente infatti al momento della registrazione crea un avatar che può personalizzare a piacimento e che avrà una stanza dell’Hotel da poter arredare con dei furni (dall’inglese furniture, arredamento). Una volta registrati si potrà girare per le diverse chat room, stanze dell’Hotel (biblioteca, lido, pizzeria, ecc.) per incontrare persone e fare amicizia. Esistono stanze private, create dagli utenti che giocano nell’hotel, e che possono essere aperte a tutti, accessibili con una password, o chiuse con un lucchetto (il proprietario può decidere se farvi entrare o meno). E aree pubbliche create dallo staff di Habbo e visitabili da chiunque. Non tutte le stanze però sono accessibili perché, come nella migliore tradizione capitalistica, esiste anche un Habbo Club e un Habbo Club vip a cui si può accedere solo pagando. Per entrare a far parte di questi Club è necessario pagare una quota d’iscrizione mensile, gli iscritti hanno alcuni vantaggi, come le file separate per entrare nelle aree pubbliche affollate, un maggior numero di vestiti e acconciature a disposizione, maggior spazio per gli amici nella propria rubrica, nuovi sfondi e widget. E soprattutto gli iscritti posso acquistare sul loro catalogo speciale dei furni habbo club

Gli acquisti si fanno o tramite cellulare o tramite carta di credito. I soldi diventano Crediti da spendere nel mondo virtuale. Ma un utente durante la sua permanenza può contare anche sui pixel che sono delle specie di monete con cui si possono comprare determinate cose e che si accumulano con il tempo. Furni o effetti grafici temporanei o furni hello (gli stessi furni che ti regala Habbo subito dopo l’iscrizione). Logicamente i pixel non possono essere trasformati in crediti.

Metodo d’indagine
Per fare questa ricerca sono stato dentro Habbo per circa una decina di giorni, per un complessivo di circa 18 ore. Essendo il tempo molto esiguo ho utilizzato lo strumento dell’intervista per approfondire aspetti che altrimenti avrei conosciuto dopo molto tempo. Logicamente ho evidenziato le finalità per cui mi trovavo in Habbo. L’indagine non pretende di essere esaustiva ma vuole fornire semplicemente uno spaccato della realtà analizzata.

Dinamiche di gruppo

Sushi bar

Un aspetto decisamente interessante di questa comunità virtuale è rappresentato da alcune dinamiche di gruppo che prendono forma nell’Hotel e che ricalcano quelle della vita reale. Come dicevo gli avatar si possono personalizzare a piacere ed è facile creare un aspetto classificabile nelle diverse culture adolescenziali. Diventare “emo”, “dark”, “truzzo”, “punk” o altro non è difficile con un po’ di fantasia. L’aspetto divertente è che queste categorie hanno dei posti precisi in cui si incontrano e in cui passano il tempo. Per cui in Biblioteca si incontrano comitive di un certo tipo, al Sunset cafè altri, alla Tegola altri ancora. E’ normale che in questi posti non ci siano solo i gruppi ma anche singoli che girano di stanza in stanza e che non rispondono a nessuna appartenenza. Ai gruppi di affinità si sommano i gruppi ufficiali presenti su Habbo, questi ultimi hanno delle pagine ufficiali a cui iscriversi e che presentano la finalità della comitiva. Ci sono gruppi che si ispirano alla criminalità organizzata in modo evidente, altre che vogliono supportare e diffondere una certa idea (la musica, l’uso di ganja, ecc.). Questi gruppi ufficiali di solito hanno anche una stanza-sede dove incontrarsi e confrontarsi. Ma mentre i gruppi di affinità agiscono e si muovono come un gruppo reale e coeso, quelli ufficiali non riescono a restituire agli utenti un’identità condivisa.

Dentro e fuori Habbo
Sul sito di Habbo nella sezione dedicata alla sicurezza il primo punto recita: “Mantieni segreto il tuo nome completo, il tuo indirizzo, numero di telefono, le tue foto o il nome della tua scuola. In questo modo eviterai che qualcuno possa scammarti (ovvero fare una truffa informatica rubandoti dati sensibili, NdA), compiere atti di bullismo nei tuoi confronti o metterti in pericolo”. In realtà mi è capitato più di una volta di assistere allo scambio di informazioni di questo genere e non solo. Spesso gli utenti si scambiano contatti di msn, skype o di facebook. In altre parole un contatto da Habbo si può spostare su altri social network sfuggendo al controllo dello staff dell’Hotel. Tra le persone che ho incontrato e intervistato le posizioni sono diverse al riguardo, c’è chi dichiara: “Io quando conosco un ragazzo in una chat non lo incontro mai fuori dal pc perché so che qui non ho amici ma solo conoscenti, non puoi chiamare amico una persona che non conosci dal vivo. Davanti a un pc nessuno dice la verità.” Ma c’è anche chi confessa che “La gente ho imparato a conoscerla anche oltre la chat. Ho anche alcuni numeri di cell. ma io il mio lo do solo a persone di cui mi fido. Ci parlo su skype e poi li conosco per andare oltre un semplice omino di pixel, anche se non ho mai incontrato nessuno di persona. Gli altri lo considerano un gioco questo qua ma io lo considero uno strumento per conoscere le persone”. Tutti gli utenti, in qualche modo, si rifanno al proprio giudizio personale per decidere cosa fare perchè: “su Habbo c’è gente pazza e pervertita ma c’è anche bella gente. Ci vuole intelligenza, e capire chi è normale è un arte” e “anche se la gente mente dopo un poco la verità viene fuori”.

Furni e crediti
Come ho detto esistono una serie di servizi aggiuntivi che possono essere acquistati nella ‘valuta’ di Habbo, chiamata Habbo Crediti. I Crediti possono essere acquistati in tutta sicurezza via telefono fisso, cellulare, SMS, carta di credito, carta prepagata ed altro. Tutti i metodi di pagamento sono sottoposti a un limite di utilizzo per evitare spese eccessive. Se la maggior parte degli utenti è minorenne risulta evidente che i soldi spesi sono quelli dei loro genitori. E anche se la maggior parte delle persone che ho intervistato pensano che sia stupido spendere soldi in beni virtuali c’ è chi ammette “sì ho fatto un abbonamento a Habbo Club e ad Habbo Club vip ma in un anno ho speso al massimo venti euro.”

Gli accessori

La componente economica ha comunque un’importanza notevole nell’Hotel e chi non ha crediti spesso cerca in ogni modo di appropriarsene. Più furni ci sono in una stanza e più soldi sono stati spesi. Il gruppo “di stampo mafioso” a cui ho aderito ha la base stracolma di furni di ogni genere. Non sono inoltre rari i casi di tentativi di furti di identità e password che hanno il solo fine di impossessarsi dei beni virtuali della vittima. I beni virtuali possono tornare a essere euro in diversi modi e su eBay, dove si potevano comprare i furni, oggi sono in vendita dei crediti.

Cyberbullismo e pedofilia
Se il 90% degli utenti ha dai 13 ai 18 anni è evidente che ci sono anche età differenti. Non essendoci limiti in questo senso mi sono state segnalate presenze che vanno dai 10 ai 44 anni. Può capitare di incontrare uomini adulti ma mai di incontrare donne adulte, probabilmente anche per una questione di maturità diversa tra i sessi. Non ho potuto fare a meno di pensare ai tanti articoli che mettevano in relazioni ricariche telefoniche e pedofilia parlando con un’utente che mi ha confidato “I pedofili qui ci sono, te lo assicuro. E ne sto alla larga perché ormai so riconoscerli. Di solito sono quelli che hanno xxx oppure web nel nome. Spesso hanno una fisionomia facciale diversa dai ragazzini (difficilmente un ragazzino di 15 anni creerebbe un avatar con barba e baffi ad esempio. Gli avatar rappresentano l’idea che si ha di sé o che si vorrebbe dare, NdA) e frequentano posti abbastanza fissi”. Per contrastare questo, e altri fenomeni, Habbo collabora da tempo con la Polizia Postale.

Nella Guida per i Genitori dell’Hotel virtuale viene spiegato che “Habbo utilizza delle tecnologie specifiche per filtrare linguaggi offensivi o inappropriati. Il filtro è attivo anche sulle informazioni personali per far sì che sia difficile scambiarsi dati della vita reale come numero di telefono, indirizzi, ecc.” Nella sezione Consigli di Sicurezza dedicata agli utenti si fa presente che “Se qualcuno ti fa sentire a disagio o cerca di spaventarti in Habbo, segnalalo al Moderatore di turno utilizzando il “Punto Esclamativo Blu”. In realtà il filtro per le parole offensive (sostituite con la parola bobba) viene facilmente aggirato dagli utenti comuni mettendo accenti o punti tra le parole (se la parola gatto viene filtrata e sostituita con bobba basta scrivere gattò, ga.tto o gattoo e il filtro viene aggirato, NdA). Gli utenti segnalati al moderatore possono essere bannati (cacciati, NdA) per delle ore o possono vedere cancellato il proprio account. Anche in questo caso gli utenti comuni aggirano queste “restrizioni”, e chi si è visto cancellare l’account ne ha creato un altro utilizzando un diverso indirizzo e-mail. A dare man forte allo staff nel rapporto con gli utenti ci sono due importanti associazioni. C’è l’Infobus Unicef uno spazio pensato appositamente per discutere e approfondire i temi trattati dall’associazione: i diritti dell’infanzia, l’interculturalità, la parità tra i generi, i progetti UNICEF nel mondo. La stessa associazione ha anche un gruppo ufficiale nell’Hotel. E Telefono Azzurro che ogni settimana raccoglie idee e opinioni dei ragazzi che frequentano la comunità virtuale sul tema della sicurezza online, del bullismo e del cyberbullismo.

Le mafie

Le regole del gruppo dei corleonesi scritte sulla pagina del loro gruppo

Durante la mia permanenza su Habbo mi sono affiliato a un’organizzazione di tipo mafioso. In realtà a due, visto che ho cercato di avere dei termini di paragone per farmi un’idea del funzionamento di questi gruppi. Esistono numerose stanze dedicate alle più note organizzazioni criminali. Dalla camorra alla ‘ndrangheta, passando per la Sacra Corona Unita e i Narcos Colombiani ci sono un po’ tutti. A questi si aggiungono gruppi dai nomi fantasiosi (es. Famiglia El Cartel, Corleonesi, Nexus) che ne aumentano il numero.

Un’organizzazione viene fondata da una persona che decide di mettere una propria stanza a disposizione come base della banda e di creare il gruppo a esso dedicata. La stanza ha un ingresso a cui tutti possono accedere e poi una cancellata (costituita da furni) che porta alla stanza vera e propria a cui si può accedere solo dopo essere affiliati. La struttura che si danno questi gruppi riprende molto spesso quella delle organizzazioni criminali vere e proprie. Le attività sono abbastanza definite: cercare di aumentare il numero di affiliati (addirittura oltre alla base dei corleonesi erano presenti due stanze dedicate all’arruolamento di nuovi utenti), cercare di raggirare e impressionare gli altri utenti (con il fine di ottenere crediti o furni), fare guerra alle altre bande. Quest’ultima funzione è veramente sconcertante.

Nell’Hotel è impossibile qualsiasi azione violenta tra avatar che non sia verbale, per questo motivo quando viene portato l’attacco gli utenti vanno nella base dei nemici e iniziano a scrivere a raffica frasi lunghe e ingiuriose (es. NEXUS REGNA SIETE DEGLI SFIGATI) in modo da riempire lo spazio della chat room e rendere difficile qualsiasi comunicazione in quell’ambiente. Se nella base è presente il capo avversario potrà allontanare i nemici (visto che ha privilegi particolari sulla stanza di sua creazione) ma se non c’è l’attacco durerà fino allo sfinimento degli aggressori. La maggior parte delle organizzazioni promette lauti compensi agli scagnozzi migliori.

Ultimamente, credo anche per l’articolo a cui mi riferisco all’inizio, le cose sembra stiano cambiando. Queste basi vengono chiuse dagli amministratori e gli utenti iscritti alle organizzazioni allontanati da Habbo. Non ho molti dettagli al riguardo perchè stava terminando il periodo di analisi proprio mentre venivano presi questi provvedimenti.

Mutamenti sociali e culturali
Non credo che dietro a questi gruppi ci siano delle vere organizzazioni criminali ma più che altro una devianza culturale e sociale dettata dalla comuncazione di massa.  In altre parole per gli utenti che creano quei gruppi è in atto un gioco di ruolo dove gli affiliati decidono di impersonare al meglio una figura di riferimento. Per questo stesso motivo sempre nell’Hotel sono presenti anche stanze e gruppi dedicate alla polizia, all’FBI, ai carabinieri e ai militari. Questo elemento mette in luce il vero punto di forza di Habbo: la realtà simulata. Non avrebbe senso che due persone che chattano con due avatar in un bar decidessero di “prendere qualcosa da bere” o “sedersi” se non in un contesto di simulazione estremamente reale. Questo lato ludico spinge gli utenti a comportarsi come nel mondo reale (es. far fare un bagno in piascina al proprio avatar,  sdraiarsi a prendere il sole, spostarsi in una stanza o addirittura sposarsi in una chiesa, ecc.). D’altro canto esistono tantissimi tipi di stanze in cui immedesimarsi in ciò che meglio si crede: dalle discoteche al cimitero, dal carcere al parco, dalla sala da the alla palestra c’è spazio per tutt*.

Spesso muovendomi su Habbo mi veniva in mente il romanzo “Cecità” di José Saramago dove le persone di colpo perdevano la vista e dovevano muoversi e vivere perdendo tutti i punti di riferimento che avevano avuto fino ad allora. Ecco in Habbo tutti i punti di riferimento cadono e ci si trova a vivere una vita simulata con altre regole e altri punti di riferimento. La prima reazione è di diffidenza. Poco dopo questa sensazione svanisce e lascia spazio a una sorta di coinvolgimento “fatato” nei confronti di una realtà che appare migliore di quella reale. Migliore perchè ovattata nel suo essere priva di fisicità (dei cinque sensi i soli che vengono utilizzati sono comunque ingannati nella percezione) ma anche semplificata nello sviluppo dei  rapporti interpersonali.  “Puoi scegliere le persone ed eliminare quelle che non ti piacciono” mi ha confidato un’utente “La gente che sta qui spesso è insicura o non ha amici, insomma è insoddisfatta della vita reale”.

In una società precaria e mercificata come la nostra diventa difficile avere punti di riferimento e tessere relazioni, specie per chi non ha una personalità ancora definita come gli adolescenti. L’impoverimento di relazioni reali viene quindi compensato dallo sviluppo di relazioni fittizie in un rapporto di sostituzione tra il reale e il virtuale. Habbo, come tanti altri social network, assume il ruolo di facilitatore sociale, di catalizzatore di emozioni e di strumento di realizzazione di se stessi e della propria personalità. Tutto questo sarebbe estremamente positivo se non fosse per due elementi. Con il passare del tempo (specie se si gioca per otto ore al giorno) le caratteristiche compensatorie sfuggono all’integrazione con la vita reale provocando una scissione nella personalità dell’individuo (vita on-line e vita off-line). Inoltre questo simulacro di vita ambientato in un Hotel è privo di quegli imprevisti, di quella fisicità delle relazioni e di quella spontaneità che rendono la vita così bella e varia.

Benchè lo staff dell’Hotel si impegni nella creazione di avvenimenti, eventi e appuntamenti innovativi quello che si può fare all’interno della comunità virtuale risulta molto limitato. Il rischio di una dipendenza (dovuta a insicurezza, paura, non accettazione di se stessi nella realtà) e di una frustrazione (nello scontrarsi continuamente contro i limiti di una comunità che non è reale) può portare l’individuo a un isolamento e un’alienazione che ne bloccano la crescita e il completamento.

Sia chiaro che questi effetti non sono dovuti ad Habbo ma sono semplicemente l’effetto dell’ abuso della rete per comunicare.

“Pillola blu ti svegli domani e non ricordi nulla,
pillola rossa scopri quant’è profonda la tana del bianconiglio.”

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