Fra informazione e gossip

Il polpo Paul esperto nei pronostici

Il polpo Paul esperto nei pronostici

L’evoluzione perenne della televisione generalista e della cultura da essa prodotta ha radicalmente trasformato la struttura dei nostri telegiornali. Eravamo abituati al pastone politico a base di panino, un’ infarinata di politica estera, la cronaca nera, la cronaca rosa (comunemente denominata “costume e società”), gli animali, la moda e lo sport.

Questi ingredienti, mischiati a piacere per offrire al telespettatore il meglio e il peggio di una narrazione interrotta che nulla raccontava del mondo reale, venivano abitualmente offerti negli orari dei pasti.

Ma oggi l’elemento che domina indiscusso durante i nostri telegiornali è il gossip. Tutti gli argomenti trattati vengono affrontati e approfonditi con lo spirito, il linguaggio e le modalità della cronaca rosa. Questa mutazione viola qualsiasi deontologia professionale del giornalismo riuscendo a travisare e a modificare ciò che di più sacro c’è nell’informazione: i fatti.

L’assenza della notizia ha due finalità:

ridicolizzare e denigrare un avversario con l’intento, attraverso una forte pressione dei mezzi d’informazione, di annichilirlo.

omettere le informazioni e i fatti e sostituirli con elementi di nessuna rilevanza. Fondamentale per la distrazione di massa.

Benché il primo utilizzo sia quello più evidente e più noto penso sia comunque importante fare alcune precisazioni. Il manganello mediatico della diffamazione che stava per colpire Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria) è andato a segno con Gianfranco Fini (presidente delle Camere), Dino Boffo (ex direttore del quotidiano Avvenire), Veronica Lario (ex moglie del Presidente del Consiglio), Raimondo Mesiano (giudice responsabile della sentenza di risarcimento da parte della Fininvest alla Cir), Patrizia D’Addario (escort) e Piero Marrazzo, (ex presidente della Regione Lazio).

La propaganda vuole il silenzio

La propaganda vuole il silenzio

L’attacco si basa sulla menzogna e mezze verità che, come diceva Joseph Goebbels, ripetuta un milione di volte acquista i contorni della realtà. Le campagne di fango vengono lanciate sempre dalle solite testate (in primis Il Giornale e Libero) che però vengono riprese e diffuse da tutti gli altri organi d’informazione. In un modo corretto di fare giornalismo, una fonte, al primo sentore di menzogna, verrebbe subito scartata, in questo caso invece, quasi come se ci fosse un tacito accordo, le insinuazioni e le calunnie vengono riprodotte e diffuse senza remora.

Questo uso repressivo dei mezzi d’informazione è evidente conseguenza della mancata legge sul conflitto d’interessi e dell’accentramento di questi in poche mani, tra cui quelle del Presidente del Consiglio e della sua famiglia. Queste azioni come dimostrano le tante indagini e i processi in corso non sono unicamente il frutto di un giornalismo deviato, alle loro spalle infatti agiscono forze dell’ordine e magistrati compiacenti pronti a fornire atti d’ufficio e a violare il segreto istruttorio.

Credo sia molto più grave il secondo aspetto, non direttamente frutto dell’influenza di Silvio Berlusconi come il primo ma culturalmente collegato a lui.

La rimozione dei fatti e dell’imparzialità a discapito delle illazioni, dei dubbi e dei sottintesi si presenta, apparentemente, come una cattiva abitudine. Una superficialità del modo di fare informazione che potrebbe durare ben oltre l’azione politica di Silvio Berlusconi. La cronaca nera, la politica estera, ma anche i servizi sugli animali e lo sport (per non parlare della moda e del cinema) vengono colorati di un rosa shocking che se in un primo momento affascina e incuriosisce, subito dopo lascia privi di qualsiasi informazione.

Queste modalità influenza purtroppo anche il nostro modo di fare informazione. Navigando sui social network risulta evidente come sempre più vengano messe in condivisione il gossip delle notizie a discapito delle informazioni vere.

Con la crisi economica, politica, sociale e culturale in atto i mezzi d’informazione dovrebbero tenere alta la guardia e guidare l’opinione pubblica come farebbe un faro durante una tempesta. Questo evidentemente in Italia non succede per questo motivo. Ancora di più oggi sono importanti le nuove tecnologie e il loro utilizzo consapevole e critico.

I commenti, come sempre, sono ben accetti.

 

Servizio del Tg1 su Addestratori cinofili 15-11-08

Servizio del TG1 di politica estera “Barack Obama come Superman, Michelle e lo shopping

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