Dispersione tecnologica e PEBUAK

Uno dei primi modelli di computerC’è una fetta della popolazione italiana che ha ancora grandi difficoltà a utilizzare i computer e internet. Molte di queste sono persone anziane che probabilmente mai si avvicineranno alle nuove tecnologie, mentre altre tentano saltuariamente e timidamente un’interazione con la rete e il pc. Secondo i dati Istat del 2010 gli italiani che hanno utilizzato abitualmente internet sono stati più di 12 milioni, di questi il 51% utilizza un pc e il 48.9% dichiara di navigare su internet.

La fascia più numerosa e attiva (pari all’89%), che va dai 15 ai 19 anni, naviga su internet. Nel 2010 inoltre è stato registrato un aumento di utenza da parte degli italiani over 65, pari a circa il 13.7%.

A questi dati positivi si affiancano quelli della “dispersione tecnologica”, di giovani e meno giovani che dei computer e di internet non vogliono minimamente sentir parlare e che se li si mette davanti a una tastiera si sentono male. Un classico sono le affermazioni del tipo “Io e la tecnologia siamo due cose opposte e separate” oppure “Io di computer non ci capisco niente e non mi interessa capirci”. La demonizzazione di ciò che non si conosce rende difficile qualsiasi interazione, complica i primi approcci e moltiplica gli errori, sia che si parli di esseri umani che di tecnologie.

Utente matto

Utente matto

Gran parte delle difficoltà nell’utilizzo dei computer sono dovute a banali casi di PEBUAK (Problem Exists Between User and Keyboard, ovvero problemi esistenti tra utente e tastiera) o a PICNIC (Problem In Chair Not In Computer, ovvero il problema è sulla sedia e non nel computer). Sono classici casi in cui il problema non è generato dal pc ma dall’utente che impropriamente commette errori di cui molto spesso neanche si accorge. Trovare una soluzione in questi casi

è veramente difficile perché più di una conoscenza informatica occorre la conoscenza psicologica dell’utente. Non tutti infatti commettono gli stessi errori. A grandi linee potremmo individuare alcune categorie: i pigri, i distratti e gli avventati.

Facciamo alcuni esempi di problemi causati da differenti utenti:

– non mi accetta la password, perché ho il tasto Caps-Lock acceso (e quindi tutto viene digitato in maiuscolo)

– ho preso un virus, perché ho cliccato su una finestre pop-up accettando l’installazione di un malware o virus

– internet non funziona, perché il cavo Ethernet non è collegato alla scheda di rete

– la stampante non funziona, perché non è accesa

– non riesco a entrare nella mia casella di posta, perché ho sbagliato l’indirizzo nella barra di navigazione o digito “,” al posto del “.”

Siamo sinceri: nessuno di noi non ha mai commesso simili errori. E’ normale, specie quando siamo alle prime armi, commettere mosse affrettate e/o non avere piena consapevolezza del mezzo che si sta utilizzando e dei segnali che ci da.

Il segreto è non andare nel panico e fare tesoro delle esperienze avute, non importa quante volte si dovrà riformattare un pc 😉

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