Impulsi di resistenza 2.0

Il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) secondo i dati Istat nel quarto trimestre del 2010 è pari al 29,8% (era al 27,9% nello stesso periodo del 2009). Il livello più alto dal 2004. Sempre nello stesso rapporto si evidenzia che nella media del 2010 il tasso di disoccupazione è balzato all’8,4% dal 7,8% del 2009, anche questo è il dato medio annuo più alto dall’inizio delle serie storiche omogenee, ovvero dal 2004.

Questa situazione logicamente influisce sull’acquisto e il consumo dei beni. Secondo gli ultimi dati di Confcommercio nei primi due mesi del 2011 c’è stata una netta diminuzione dei consumi per beni e servizi per la mobilità (-15,7 per cento). Nello stesso periodo gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato un incremento dell’1,1%, confermando l’andamento positivo dei saldi, che è riuscito ad attenuare solo in minima parte la situazione di forte difficoltà in cui versa da tempo il settore. Resta fondamentalmente stagnante (+0,1%) la domanda di beni e servizi per la casa. Scendono ulteriormente tutti i consumi per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima (-1,6 per cento).

L’evasione fiscale è invece in forte crescita arrivando, secondo la nuova banca dati dell’Agenzia delle Entrate, al 38% con punte fino al 66% al Sud, anche se le somme più alte non pagate sono soprattutto nelle Regioni del Centro e del Nord. In pratica ogni contribuente evade 17,87 euro per ogni 100 euro di imposte versate al Fisco. Ma se al calcolo vengono sottratti quei cittadini che non possono evadere, in quanto dipendenti, la somma evasa sale a 38,41 euro.

Scena dal film Blade Runner

Scena dal film Blade Runner

In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della magistratura contabile il procuratore generale Mario Ristuccia ha rilanciato l’allarme sulla corruzione nel nostro Paese. Nella sua relazione Ristucca ha descritto come nel  corso del 2010 le forze dell’ordine abbiano denunciato 237 casi di corruzione, con un balzo del 30,2% rispetto all’anno precedente, 137 casi di concussione (-14,91%), 1090 di abuso di ufficio (-4,89%). In calo, però, è risultato il numero delle persone denunciate nel 2010: 709 per corruzione (-1,39% rispetto al 2009), 183 per concussione (-18,67%) e 2.290 per abuso di ufficio (-19,99%). Sempre lo scorso anno la Corte ha condannato 90 soggetti pubblici contestando oltre 32 milioni di danni patrimoniali e 4,7 milioni per danni all’immagine.

A questi tristi, tristissimi dati, vorrei aggiungere delle semplici parole, dei tag che concettualmente possano richiamare in noi altri casi e storie di questo ultimo periodo nel nostro bel Paese:

…bunga bunga, gheddafi, libia, immigrati, lampedusa, manduria, lega, federalismo, carroccio, esercito regionale, berlusconi, processi, toghe rosse, riforma della giustizia, insulti a fini, la russa, idv, pd, pdl, api, udc, grandi intese o intese condivise, conflitto d’interessi, modifica della costituzione, riformismo, massoneria, mafie, gossip, bunga bunga…

Nel post “Analisi della trasformazione comunicativa della politica” avevo cercato di illustrare quanto la comunicazione, le nuove tecnologie e la crisi in atto stessero modificando il modo di fare e concepire la politica nel nostro Paese.

Dal movimento di Beppe Grillo al popolo viola l’uso conosapevole delle nuove tecnologie ha ampliato e sviluppato nuovi movimenti di resistenza e di consapevolezza. L’onda anomala degli studenti ha invaso i campi materiali e immateriali del nostro paese per tutto l’autunno e inverno. Il movimento “Se non ora quando” del 13 febbraio 2011 fatto da donne di diverse età ed estrazione ha dato concretezza al grande senso di indignazione nei confronti dei pruriti del presidente e del sistema culturale diffuso attraverso i suoi mezzi d’informazione.

Sabato 9 aprile i precari (giovani e non) saranno protagonisti del proprio destino scendendo in piazza con lo slogan “Il nostro tempo è adesso” per protestare e chiedere maggiore attenzione e più diritti.

Scrivono nell’appello sul loro sito:

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.”

L'onda anomala degli studenti pratica il book-block

L'onda anomala degli studenti pratica il book-block

Una manifestazione che tanto ha in comune, per quanto riguarda la comunicazione, con quelle appena sopra elencate. I siti o blog degli organizzatori sono sviluppati su sistemi open source e vengono gestiti e strutturati da persone comuni che creano e ampliano i propri strumenti di comunicazione. Al fianco di queste basi/raccoglitori di contenuti si sviluppano profili sui più noti social network (Facebook, Youtube e Twitter in primis) dai quali far partire e diffondere una comunicazione virale di forte impatto emotivo. Le esigenze ed emergenze condivise in questa fase di estrema precarietà e crisi culturale (oltre che politica) rendono subito appetibile e “sexy” il messaggio.

Il sistema sviluppato è talmente vincente da permettere a chiunque la realizzazione e diffusione di movimenti di protesta su ampia scala, ed è inoltre capace, anche se spesso solo per puro calcolo politico, di rompere il muro di silenzio e censura dei mezzi di comunicazione tradizionali che si vedono costretti a seguire una narrazione e una comunicazione prodotta dal basso.

Il vuoto politico lasciato dalle istituzioni e dalle opposizioni lascia quindi ampi spazi di manovra e di elaborazione che benché non possano contare sulla struttura organizzativa e programmatica dei vecchi partiti riesce a svolgere il ruolo, fondamentale in una democrazia, di valvola di sfogo e di protesta per la rivendicazione e l’ampliamento dei diritti.

Arcobaleni di colore che tagliano e frammentano quella noia quotidiana che non riesce a sopraffarci.

L’appello della manifestazione “Il nostro tempo è adesso”

L’appello di “Se non ora quando”

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