La comunicazione virale contro l’esclusione mediatica

La crisi economica continua a segnare l’andamento del nostro Paese.

La Corte dei Conti ha fatto una stima per quantificare il costo complessivo della crisi del 2008-2009: il Pil ha perso 140 miliardi a fine 2010. Perdita che potrebbe salire a 160 mld al 2013. Nel rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica, la magistratura contabile spiega inoltre che per rispettare gli impegni europei e raggiungere un rapporto fra debito pubblico e Pil pari al 60% l’Italia dovrà ridurre il debito del 3% all’anno, pari oggi a circa 46 miliardi.

Il monello (The Kid), film interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin

Il monello (The Kid), film interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin

Come scrive anche Il Sole 24 Ore “dopo una fase di diminuzione, la disuguaglianza ha infatti ricominciato ad aumentare di nuovo negli ultimi due decenni: il nostro è oggi uno dei Paesi europei con il più alto indice di diseguaglianza (indice di Gini). Inoltre, dati provenienti da diversi Paesi mostrano che il rapporto tra crescita e diseguaglianza è più complesso, e spesso diventa conflittuale”.

L’indagine condotta dalla CGIL e dal Sunia sulla condizione abitativa dei giovani evidenzia come oltre sette milioni di giovani, quelli compresi tra i 18 e i 34 anni, vive ancora in casa dei genitori. All’interno di questa fascia il 40% ha piu’ di 25 anni mentre uno su due ha si’ un’occupazione ma e’ precaria. Li chiamano “milleuristi” questi giovani che potrebbero essere la leva per risollevare il Paese e che invece vengono spesso etichettati come “bamboccioni“.

Questa è la situazione che milioni di italiani vivono in questi caldi giorni di maggio. Come già detto la crisi che viviamo non è solo economica, purtroppo. L’emergenza nel nostro Paese è culturale e sociale ed è aggravata da una classe politica e culturale che cavalca e guida impietosa e priva di vergogna  questa situazione. Parlare allo stomaco degli italiani è diventato un metodo di bassa comunicazione utile a sprigionare gli istinti peggiori istituzionalizzando a reti unificate quelli che comunemente vengono chiamati “discorsetti da bar”.

Manifesti elettorali contro Pisapia

Manifesti elettorali contro Pisapia

Per fortuna l’Italia è altro rispetto questa classe politica e culturale. L’esclusione sociale e mediatica praticata dal vecchio establishment politico e intellettuale genera moti di rivolta e di indignazione che si sviluppano anche grazie alle nuove tecnologie. Oggi sei milioni di italiani sono chiamati alle urne per scegliere i sindaci al ballottaggio. La campagna elettorale che ha preceduto questa giornata ha raggiunto i minimi storici. Tra le tante città in cui si vota c’è Milano, città di Letizia Moratti, di Roberto Formigoni e di Silvio Berlusconi. Cuore economico del Paese e città roccaforte della destra imprenditoriale. La vittoria, per molti scontata al primo turno, della Moratti è stata fermata da Giuliano Pisapia, avvocato, scrittore e politico italiano.

Contro di lui è stato detto di tutto, la destra ha fatto di tutto per raccogliere polvere da lanciare negli occhi degli elettori. “Pisapia prende il caffé con i centri sociali, Pisapia trasformerà Milano in una zingaropoli“, “Pisapia farà felice Al Qaeda se viene eletto” … giusto per citare alcune delle più colorite e fantasiose affermazioni fatte.

Tempo fa saremmo rimasti attoniti, sgomenti e indignati ma non avremmo potuto far altro che protestare in modo civile (magari criminalizzati o ignorati dai mezzi d’informazione). Oggi la rete è invece in subbuglio e sfodera l’arma tagliente dell’ironia per ristabilire la narrazione. Tantissimi infatti sono i cittadini che hanno utilizzato la rete per trasformare la campagna diffamatoria contro il candidato sindaco in un boomerang politico rispedito al mittente con una risata. Dal “Il Favoloso Mondo di Pisapie” al tormentone “Non trovo più Red Ronnie” il web la canta e la suona in modo intelligente e virale.

Manifesto elettorale 2005  "Nichi Vendola Diverso"

Manifesto elettorale 2005 "Nichi Vendola Diverso"

Al contrario di Nichi Vendola che nel 2005 incentrò la sua campagna elettorale per la presidenza della Regione Puglia utilizzando e capovolgendo le etichette che gli venivano messe addosso Pisapia ha continuato a muoversi e a comunicare in modo pacato e sereno (acquisendo maggiore sostegno da parte dei cittadini/utenti e distanziando ulteriormente gli avversari). Certo non possiamo escludere che parte dello staff del candidato sindaco sia coinvolto nella realizzazione di materiale da diffondere in rete  ma è evidente dalla quantità, dalla tipologia dei prodotti e da come vengano diffusi in modo virale anche da persone che non abitano a Milano che c’è dell’altro.

Oggi la creatività può essere espressa e condivisa.

Le urne chiuderanno domani all 15:00 vediamo che risultati avranno…

Lo stesso discorso si può fare per il referendum previsto per il 12 e 13 giugno: nessuno ne parla in tv, alcuni politici cercano di utilizzare i quesiti referendari con un tornaconto elettorale, la rete è impazzita.

Come funziona la comunicazione virale

Come funziona la comunicazione virale

Da Facebook aTwitter, da Youtube ai blog e ai siti tutta la galassia informatica è da mesi impegnata per far raggiungere il quorum e per ottenere i quattro sì (per cambiare l’Italia).

Il potere politico dominante pensa che omettendo la notizia del referendum (impedendo addirittura se ne parlasse durante il concertone del 1 maggio con diretta televisiva) si potrà impedire il raggiungimento del quorum.

Sottovalutano però il potere del “passa parola” che potenziato e incrementato attraverso la rete potrebbe dare ben altri risultati. Anche in questo caso non si può dare niente per scontato. Staremo a vedere, io sono ottimista…

Da pochi giorni è stato presentato il report della Ricerca di Base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con DOXA. Come bene riassume Caterina Di Iorgi su Blogosfere sono soprattutto i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni (l’81,1% ) e i 18-34enni (74,6%) coloro che dichiarano di avere un accesso a internet, seguiti da una buona percentuale di 35-54enni (67,6%). Il profilo degli individui con accesso a internet è medio/alto: più diffuso tra i laureati (93,8%) e i diplomati (83,9%), tra i lavoratori (74,3%) e, in particolare, nelle categorie professionali più elevate, come dimostrano i dati relativi alle categorie professionali – il 94,7% dei dirigenti, quadri e docenti universitari, il 92,4% degli imprenditori e liberi professionisti e l’89,9% degli impiegati. In assoluto, la categoria degli studenti universitari presenta la concentrazione più elevata (95,4%).

E se i “bamboccioni” avessero qualcosa a che fre con questo movimento nella rete?

Video virale per il referendum “Siamo tutti indispensabili”

Il Favoloso Mondo di Pisapie

Nella metro di Roma, quattro sì per il referendum

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