Fermare la rete in Italia?

La sorridente maschera di Guy Fawkes su un portatile

La sorridente maschera di Guy Fawkes su un portatile

Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse, ma in tutti gli aspetti della sua vita. (per maggiori informazioni si legga la voce su wikipedia)

Un cracker è invece una persona che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software al fine di trarne guadagno. (per maggiori informazioni si legga la voce su wikipedia)

Benché queste due figure spesso vengano confuse dai media tradizionali e quindi anche nella percezione popolare, le differenze sono notevoli.

Protesta degli Anonymous

Protesta degli Anonymous

Con una raffica di perquisizioni che si sono svolte all’alba di oggi 5 luglio 2011, la Polizia informatica guidata da Antonio Apruzzese ha concluso la fase delle indagini nel quadro dell’operazione “Secure Italy” nei confronti del gruppo della rete italiana degli Anonymous.

Il ramo italiano del gruppo aveva colpito sia i siti di aziende come Eni, Finmeccanica, Poste e Unicredit, sia quelli istituzionali come Senato, Camera dei Deputati, Palazzo Chigi e AgCom, tutti obiettivi scelti in seguito a fatti di cronaca o decisioni relative alla rete.

Al momento, come racconta il sito del Corriere della Sera, risulterebbero tre persone denunciate e 32 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. Secondo le indagini del gruppo farebbero parte anche alcuni minorenni.

E’ la prima volta che in Italia si procede con tale vigore e determinazione nei confronti di attivisti informatici. Un’azione dura che ha lo scopo, insieme ad altre azioni di diversa identità  (tra cui la delibera 668/2010 dell’Agcom – er consultare documenti, analisi e approfondimenti sulla delibera e per firmare contro visitare il sitononraggiungibile), di arginare e reprimere l’attività sulla rete.

Rivoluzione in Egitto attraverso la rete

Rivoluzione in Egitto attraverso la rete

Abbiamo visto, con la vittoria a Milano di Pisapia e soprattutto con il quorum e la vittoria dei si ai Referendum del 12 e 13  giugno, come le potenzialità degli strumenti di comunicazione sulla rete siano in grado di mettere in moto dinamiche di cambiamento reali che come scrive Roberto Brunelli sul sito dell’Unità evidenziano la morte della televisione, come mezzo di comunicazione tradizionale, e delle dinamiche, sociali e culturali, da essa generate.

Lo scontro in atto non si può dire concluso perché l’evoluzione delle nuove tecnologie non si può arrestare e la democrazia partecipata, che su di esse sta sviluppando nuove radici, non si può imbrigliare.

Oggi si svolgerà a Roma la “notte bianca di Internet” per difendere la libertà sulla rete.

Testimonianza di Fabiano Di Bernardino, studente bolognese e attivista del TPO, ricoverato presso il reparto di Traumatologia dell’ospedale CTO di Torino, sull’inaudita serie di violenze subite dalla Polizia all’interno del cantiere bunker della Maddalena, dopo essere stato fermato durante la manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011 in Val di Susa

Video virale realizzato da Greenpeace per denunciare l’inquinamento della Volkswagen. Il video capovolge lo spot realizzato dalla casa automobilistica.

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