Raccontare la propria vita sul web

Salvatore Cascio nel film Nuovo Cinema Paradiso

Salvatore Cascio nel film Nuovo Cinema Paradiso

La diffusione delle nuove tecnologie e l’ampliamento delle possibilità di connessione stanno modificando i concetti di spazio e di tempo nella narrazione delle nostre vite. Un evento importante può essere testimoniato in tempo reale e diffuso oltre i limiti spaziali del nostro agire quotidiano.

Partendo dal presupposto che mettere in condivisione le proprie esperienze di vita richiede buon gusto e necessita di serie valutazioni, molte delle nostre attività possono essere condivise tra amici e parenti.

Un tempo esistevano i filmini amatoriali, quelli che duravano ore e che si vedevano nel salotto di amici e parenti quando li andavamo a trovare. L’effetto era spesso negativo: la durata del prodotto era eccessiva, la distanza di tempo da quando era stato girato a quando si fruiva lo rendeva poco interessante. A questi due fattori si aggiungeva, poi, l’obbligo alla visione dettato dalla buona educazione.

Illustrazione del mito della caverna in un'incisione del 1604 di Jan Saenredam

Illustrazione del mito della caverna in un'incisione del 1604 di Jan Saenredam

Oggi tutte queste limitazioni sono superate: il video delle vacanze, di un matrimonio o di un battesimo viene montato in pochi minuti e condiviso su Youtube e Facebook permettendo la visione, quasi in tempo reale dell’evento soltanto agli interessati. Esistono anche diverse impostazioni per una condivisione più meditata e che possono avere diversi tipi di restrizioni (visibile solo ad amici, visibile solo a chi possiede il link del materiale, visibile solo su invito).

Negli ultimi anni il dibattito sulla condivisione del materiale personale sulla rete è molto acceso. Le valutazioni che ho fatto al riguardo sono positive dato che, quando il materiale viene volontariamente messo in condivisione, permette la diffusione in breve tempo dell’evento. L’interesse di questo materiale va valutato inoltre come puramente affettivo dato che gli utenti medi di internet non conoscendo i “protagonisti” non hanno nessun interesse a fruire del materiale.

Possiamo seguire l’evoluzione dei nostri amici e dei nostri parenti (dal loro matrimonio al battesimo dei figli, dalle loro vacanze al lavoro, ecc.) in tempo reale.

"La vita e la morte" di Gustav Klimt

"La vita e la morte" di Gustav Klimt

Quello che scrivo non rappresenta un’intuizione o un suggerimento, è più che altro la constatazione di un cambiamento comportamentale e della nascita di un nuovo modo di condividere le proprie esperienze emozionali.

Il rischio concreto e terribile che questo cambiamento può determinare è che ognuno di noi possa vivere una nuova versione del mito della caverna di Platone. Tutti a guardare il monitor credendo che sia la realtà, mentre il mondo reale è completamente diverso. Ricco di odori, colori e sapori che nessuna tecnologia è ancora in grado di riprodurre. I rapporti interpersonali, l’amore, l’amicizia, l’affetto sincero non si possono condividere attraverso la rete, nessuna emoticons potrà sostituire un abbraccio.

Nessun uomo è un’isola diceva John Donne e la rete può aiutarci a rimanere in contatto con i nostri cari ma non potrà mai sostituire i rapporti umani. Anche se richiede uno sforzo maggiore è imporante rimanere vicino alle persone a cui teniamo.

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