La mela di Sel per ricordare Steve Jobs non funziona

Anti Beef Campaign

Anti Beef Campaign

Le nostre strade comunicano con noi ogni giorno. Purtroppo non mi riferisco all’ingiallire delle foglie alle soglie dell’autunno o allo sbocciare dei fiori in primavera. Se una volta le strade e le vie che percorrevamo ci parlavano della natura e del suo mutare (con piccoli segnali della presenza dell’uomo) oggi il tragitto che ci porta al lavoro è intriso di comunicazione commerciale. Principale strumento applicato in maniera invasiva è quello della comunicazione cartellonistica. Questo tipo di comunicazione segue i principi base delle strategie pubblicitarie, secondo i quali l’attenzione del potenziale cliente deve essere attratta con messaggi efficaci, semplici e capaci di coinvolgere l’emotività delle persone.

I comunicatori sanno che l’attenzione, sia la mattina presto che la sera quando torniamo dal lavoro, è bassa e per questo cercano in ogni modo di colpirci nel modo più aggressivo e più furbo possibile.

In matematica l’addizione è quell’operazione che a due numeri detti addendi associa un terzo numero detto somma. Se consideriamo un cartellone stradale la somma di numerosi addendi (la grandezza dei caratteri usati e il loro colore, il colore dello sfondo del manifesto, le immagini riprodotte e l’ordine in cui sono collocate, ecc) ci accorgiamo di quanti siano gli strati della comunicazione messa in atto.

Cartellone Sinistra, Ecologia e Libertà per ricordare Steve Jobs

Cartellone Sinistra, Ecologia e Libertà per ricordare Steve Jobs

Oggi per le strade di Roma sono apparsi questi manifesti di Sinistra, Ecologia e Libertà per ricordare Steve Jobs. Di solito questo tipo di cartelloni dedicati alle persone scomparse vengono utilizzati dai partiti politici per ricordare un iscritto, un simpatizzante o ideologo collegato al partito. In questo caso invece Sel tenta semplicemente di sommare il fascino del fondatore della Apple, la sua filosofia, il suo logo e la sua innovazione a quella del proprio partito. Una forzatura eccessiva che subito suscita commenti sulla rete da chi accusa il partito di Vendola di cattivo gusto a chi esplicitamente dice “SEL come Microsoft. Copia Jobs”.

La comunicazione stratificata non sempre raggiunge gli obbiettivi sperati.

Manifesto Gualtiero Marchesi e McDonald’s

Manifesto Gualtiero Marchesi e McDonald’s

Un altro esempio evidente di boomerang cartellonistico è quello utilizzato da McDonald per comunicare l’arruolamento di Gualtiero Marchesi all’interno del mondo fast food. La multinazionale tenta di fare un salto di qualità poggiando sulla notorietà dello chef italiano e tentando di sfruttare i concetti, la filosofia e la qualità di Slow Food. Come scrive Ninjamarketing “Mc Donalds’s e Gualtiero Marchesi, il fast food e la filosofia slow food accostate senza alcun pudore, senza ritegno […] E’ questo il marketing che non vogliamo: falso, ipocrita, stupido, sconsiderato. Quello che pensa che per rifarsi l’immagine tutto sia lecito, anche attentare all’intelligenza delle persone, anche strumentalizzare una cultura, anche appropriarsi illegittimamente di una identità.”

Slow Food ha risposto in modo ufficiale alla provocazione ribadendo  che “Slow non è uno slogan che è sufficiente attaccare in vetrina, ma è un approccio complessivo al cibo e alla vita, agli antipodi di un’omologazione rappresentata da migliaia di ristoranti uguali in tutto il mondo”.

L’appropriazione indebita dei simboli per rafforzare la propria immagine è una strategia scorretta che da secoli viene applicata. Possiamo dire che da quando l’uomo ha iniziato a comunicare ha cercato subito di appropriarsi della forza dei simboli (si pensi all’uso dei fenomeni naturali e/o a quello delle divinità in tempi antichi). Oggi però grazie a internet scoprire, irridere e denunciare queste condotte è più facile e alla portata di tutti. L’elettore/consumatore si dimostra attraverso l’uso delle nuove tecnologie agente attivo di critica e di discredio.

 

Un giorno di ordinaria follia (Falling Down) è un film del 1993 diretto da Joel Schumacher. Michael Douglas, protagonista in preda a una crisi di nervi, si reca in un fast food per fare colazione…

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