Supereroi contro la crisi mondiale

Non ricordo quante volte nella mia vita sono stato preso in giro per la mia passione per i fumetti. Se poi si tratta di fumetti con supereroi Marvel è la fine… In più occasioni ho provato a spiegare agli altri e a me stesso questa passione.

Spider man in Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross

Spider man in Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross

Non è vero e non è falso: è verosimile

La narrazione si basa sul concetto di verosimiglianza, quella caratteristica che ci permette, a partire dalla lettura o dalla rappresentazione teatrale, di accettare momentaneamente come vero quello che stiamo vedendo, lo spettacolo o il film che stiamo seguendo, il libro che stiamo leggendo o il videogioco a cui ci stiamo dedicando. Grazie a questa capacità, anche se sappiamo benissimo di trovarci davanti a una finzione narrativa, apprezziamo il racconto, ci immedesimiamo, commuoviamo, arrabbiamo e indigniamo. I fumetti sui supereroi si affiancano, da questo punto di vista, a qualsiasi altra opera narrativa includendo e coinvolgendo il fruitore. Nel loro universo si nasce e si muore, ci si innamora e ci si tradisce, si cresce e si invecchia.

Benjamin Grimm - La Cosa

Benjamin Grimm - La Cosa

Così lontano così vicino

Quando Stan Lee e Jack Kirby nel 1961 realizzarono il primo numero dei Fantastici Quattro diedero il via a una nuova generazione di supereroi caratterizzati da una serie di problemi esistenziali e psicologici. Il supereroe classico dell’universo Marvel, infatti, si distingue fin dalle sue origini per i molteplici problemi che deve affrontare. Non solo e non tanto quando svolge la sua attività di vigilante, ma sopratutto quando cerca di vivere una vita normale. Supereroi con super problemi si dirà in seguito. Peter Parker (Spiderman) ha difficoltà a trovare un lavoro, viene perseguitato dai bulli ed è impacciato con le ragazze, Tony Stark (Iron man) è alcolizzato e ha problemi al cuore, se Donald Blake (Thor) è zoppo Bruce Banner (Hulk) è timido, introverso e viene spesso tacciato di codardia.

Logan e Jean Grey

Logan e Jean Grey

Dal punto di vista mitopoietico potremmo dire che la doppia identità consente al lettore medio, assillato da problemi e difficoltà, di immedesimarsi con l’alter ego del supereroe, nutrendo segretamente la speranza di riuscire un giorno a risolvere le proprie difficoltà e a riscattare la propria mediocrità.

Scrive Umberto Eco nel libro Apocalittici e integrati: «in una società particolarmente livellata, in cui le turbe psicologiche, le frustrazioni, i complessi di inferiorità sono all’ordine del giorno; in una società industriale dove l’uomo diventa numero nell’ambito di una organizzazione che decide per lui, dove la forza individuale, se non esercitata nell’attività sportiva, rimane umiliata di fronte alla forza della macchina che agisce per l’uomo e determina i movimenti stessi dell’uomo  – in una società di tale tipo l’eroe positivo deve incarnare oltre ogni limite pensabile le esigenze di potenza che il cittadino comune nutre e non può soddisfare.»

La morte di Nightcrawler

La morte di Nightcrawler

Lo zio Ben di Peter Parker non ha mai saputo dei poteri del nipote ma, quando era ancora in vita gli disse «da un grande potere derivano grandi responsabilità» e nel fumetto Marvel il supereroe non è positivo per i poteri di cui è in possesso ma grazie alla levatura morale che lo rende migliore e più responsabile dei suoi simili. Un concetto che Nietzsche illustrò nel libro Così parlò Zarathustra quando introdusse il concetto di Übermensch, uomo che va oltre se stesso. Secondo Nietzsche il nichilismo passivo che segue alla scoperta dell’inesistenza di uno scopo della vita, può essere superato solo con un accrescimento dello spirito, il quale apre le porte a una nuova epoca.  Il super uomo è l’uomo libero dalle catene.

Il motivo di questo post in questo blog

In un momento di grande crisi economica, culturale e politica questo tipo di fumetti mi ispira e mi aiuta a resistere. Perché oggi, nel nostro mondo, gli unici eroi che conosco sono quelle persone che vivono con 400 euro al mese, sono quei padri e madri licenziati e con una famiglia sulle spalle, sono quei giovani con curriculum lunghi tre pagine che non riescono a trovare lavoro e aspettano di essere contattati da Xavier o da Hope per entrare a far parte di una scuola per giovani dotati e cambiare il mondo. Potete chiamarli Luigi delle Bicocche, se volete, e lottano e muoiono senza clamore.

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