Narcocorrido, le gesta dei narcotrafficanti diventano musica popolare

Narcocorridos

Narcocorridos

Il Narcocorrido è uno stile musicale messicano nato dall’evoluzione del corrido e del norteño. La traduzione letteraria di questo genere musicale è Drug Ballad (ovvero Ballata della droga). Benchè le prime ballate corrido si facciano risalire al 1910 e abbiano come tema le rivoluzioni messicane dal 1930 le basi ritmiche basate sulla fisarmonica stile polka  iniziarono ad accompagnare i racconti sui trafficanti e i cartelli di droga.

I testi narrano fatti realmente accaduti (con date e luoghi) e descrivono diverse attività criminali: omicidio, tortura, racket, estorsioni, traffico di droga, immigrazione clandestina.

Così come per alcuni cantanti neomelodici e per alcuni gruppi rap americani (come ho scritto in un precedente post) i testi delle canzoni non vengono utilizzati per denunciare la situazione d’illegalità ma per esaltarne i valori, la cultura e trasformare i boss in eroi. Come per le canzoni rap il contesto è quello metropolitano: la vita dei poveri, dei bisognosi e di coloro che cercano di affermarsi con qualsiasi mezzo. A differenza delle canzoni hip hop che ci raccontano delle bande criminali è importante notare che il narcocorrido viene ascoltato da persone di tutte le età, non necessariamente collegate a cartelli della droga o bande criminali.

Santa Muerte

Santa Muerte

Dai fatti alle parole, o viceversa

Tra il 2006 e il 2008, durante un guerra tra bande messicane per la droga, più di una decina di cantanti collegati al narcocorrido furono uccisi. In molti casi l’omicidio seguì torture e mutilazioni. Tra i musicisti più popolari ricordiamo Valentin Elizalde, Sergio Gómez, il cantante del gruppo K-Paz de la Sierra, Sergio Vega, conosciuto come El Shaka ucciso poche ore dopo aver dato la smentita sulla notizia del suo omicidio. Un cantante dei Los Implacables del Norte, quattro membri della Tecno Banda fugaz, quattro membri di Los Padrinos de la Sierra, Zayda Peña, il cantante dei Zayda Y Los Culpables, quattro membri dei Los Herederos de Sinaloa. Tre membri della band Norteña sono rimasti feriti con un attentato dinamitardo a Tijuana. Come spesso accade anche nel nostro paese quando avvengono omicidi di mafia, sono state fatte diverse ipotesi sugli omicidi comprentendo motivi di gelosia e di adulterio. La vicinanza ai cartelli e la tipologia degli omicidi però lascia pochi dubbi.

Le canzoni come prodotto multimediale

Se la diffusione musicale agli inizi poteva contare unicamente sulla distribuzione radiofonica, sulle musicassette e i cd, oggi può contare sulla vastità e la ramificazione della rete. Il genere narcorrido in principio poteva essere ascoltato da entrambi i lati del confine USA-Messico, oggi la sua diffusione non ha limiti, potendo contare su Youtube, sui social network, sui siti che permettono i download e anche su Amazon. Questa rete capillare e la lingua spagnola hanno consentito, in tempi recenti, la diffusione anche in paesi come Guatemala, Honduras, Colombia, Perù e Bolivia.

La mafia messicana

Omicidio mafioso in Messico

Omicidio mafioso in Messico

La mafia messicana, conosciuta anche in spagnolo come “La Emme“, nacque nei tardi anni Cinquanta del XX secolo e fu fondata dai membri di una banda di Chicano detenuti presso l’istituto Deuel Vocational, nello stato di Tracy in California. Dalla fondazione si è rafforzata e diffusa fino a diventare una delle più potenti organizzazioni criminali che agiscono negli Stati Uniti rappresentando una seria minaccia agli stati sudoccidentali degli Usa. L’organizzazione non ha un unico capo e alcune stime parlano di 150 boss, oltre mille affiliati e la disponibilità di più di trentamila persone come manovalanza in tutti gli Stati Uniti, la violenza delle loro azioni: molti dei suoi membri hanno infatti esperienza nella guerriglia, e sono molto più preparati alla guerra urbana delle bande rivali. La Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense ritiene i Loz Zetas come il gruppo criminale paramilitare più violento operante in Messico. Recentemente l’organizzazione ha iniziato l’attività dei sequestri di persona, specialmente turisti americani, per la richiesta di ingenti riscatti; espandendo, inoltre, le proprie operazioni in Europa attraverso il supporto della ‘ndrangheta.

Los Zetas

Los Zetas

La potenza della mafia messicana è evidenziata anche dalla crescente violenza contro i giornalisti e gli operatori della comunicazione che operano in Messico. Sono sessantacinque gli inviati uccisi negli ultimi 10 anni, undici quelli fatti sparire (desaparecidos) e sono stati sedici gli attentati contro sedi di giornali. Sono a rischio anche gli utenti del web che come media attivisti denunciano i narcotrafficanti. L’organizzazione criminale non vuole che si parli dei propri affari sui vari social network e nei blog. Per questo motivo, recentemente è stato ucciso Nuevo Laredo, al suo collo è stato appeso un cartello con la scritta: “Ciao, sono Rascatripas e questo mi è accaduto perché non avevo capito che non avrei dovuto pubblicare cose sui social network“. Per non piegarsi e cercare di portare avanti il proprio lavoro, non credendo più alle promesse delle istituzioni, alcuni giornalisti hanno creato la rete “Periodistas a piè”.

E’ importante notare come la rete venga quindi utilizzata per esaltare e diffondere il potere e la fama dei gruppi narcos messicani e che gli stessi cerchino di mettere a tacere la diffusione di qualsiasi critica o denuncia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...