Anonymous: prendete parte al blackout globale contro Facebook

dont worry, we're from the internet

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“Mentre la discussione delle due proposte di legge Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect IP Act (PIPA) possono essere rinviate dal Congresso degli Stati Uniti, questo non garantisce la difesa dei nostri diritti su Internet.” Con questa frase inizia l’ultimo video pubblicato da Anonymous.

Il video acquista d’importanza dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni quando all’arresto di Kim Schmitz e alla chiusura del noto sito di file-sharing Megaupload il 19 gennaio, Anonymous ha risposto con un’ampia rappresaglia oscurando il sito del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti e attaccando i siti del Recording Industry of America, della Motion Picture Association of America e della Universal Music.

Molte persone hanno letto questi avvenimenti come gli atti della prima guerra on line tra il popolo della rete, guidato da Anonymous e il Governo degli Stati Uniti.

Nel video la rete di attivisti non si limita a lanciare un appello (come già successo per precedenti operazioni) ma mette on line le istruzioni per scaricare ed eseguire il programma Low Orbit Ion Cannon (LOIC), strumento che è stato usato con successo per mandare in crash il sito del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.  LOIC, funziona in modo semplice inviando migliaia di pacchetti di informazioni a server dell’obiettivo scelto bloccando i sistemi.

“Vi piacerebbe entrare a far parte delle protesta più grande di Internet e partecipare al primo atto ufficiale di una guerra cibernetica?” chiedono nel video “L’operazione globale Blackout è in corso e tutti possono prendervi parte.” Anonymus ha in programma di indirizzare l’attacco il 28 gennaio contro Facebook.

Sul canale di Youtube dove è stato caricato il video alcuni utenti hanno sollevato una domanda importante chiedendosi quale sia la relazione tra Facebook e le due proposte di legge in discussione al Consiglio, anche perché Zuckerberg si è espresso contro SOPA e PIPA.

Questa domanda è rimasta priva di risposta ma bisogna ricordare che già in precedenza, il 5 novembre 2011 il gruppo di hactivisti aveva preso di mira il famoso social network per la mancanza di tutela della privacy degli utenti. Alla minaccia, in quel caso, non seguì nessuna azione.

Anonymous

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Mentre alcuni utenti si staranno chiedendo se questa volta sarà diverso altri si staranno domandando quanto sarà vasto e diffuso l’attacco. Che ne pensate?

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