#OccupyScampia: Stampa e Polizia

Ripropongo questo post scritto dal Teatro Vodisca (una delle realtà più vive nel territorio di Scampia) per raccontare e documentare come un evento mediatico spesso possa essere totalmente privo di energia rivoluzionaria se non inserito nel contesto umano. Buona lettura!

Le vele di Scampia

Le vele di Scampia

 

Si è appena concluso questo show mediatico che, francamente, non è servito a niente. Scrivo queste righe per raccontare a chi non c’era cosa è successo, perché certe volte le voci dall’interno valgono più dei lustrini. Siamo stati contrari sin dall’inizio a questa pagliacciata organizzata sui social network, proposta da Pina Picerno (deputata PD) che prima a Scampia non avevamo mai visto. Contrari perché i riflettori non cambiano le realtà, servono soltanto alla stampa per alterare luoghi già in difficoltà, passerelle elettorali. Non si capisce, che noi, popolazione di Scampia, stiamo già un passo avanti, i problemi li abbiamo già analizzati, insieme e dal basso abbiamo provato a dare le nostre soluzioni, rispetto ad un Università che non vede il suo completamento, rispetto ai nuclei abitativi incompleti, rispetto alle Vele ancora non abbattute. Vorrei raccontarvi cose che probabilmente le tv metteranno da parte. Ieri sera mentre facevamo le prove della nostra compagnia al Centro Territoriale Mammut è arrivata la deputata Picerno a conoscerci, a cercare di trovare un modo per far coinvolgere le associazioni alla manifestazione, lei diceva di costruire qualcosa insieme. La prima proposta nostra (e per nostra intendo quella della rete del Comitato Spazi Pubblici di Scampia) è stata quella di cambiare il titolo da Occupy Scampia in Occupiamoci di Scampia, proposta immediatamente accettata. La seconda, quella di spostare la manifestazione di una settimana per organizzarci meglio. Ci è stato risposto di no, perché oggi sarebbero arrivati centinaia di ragazzi da tutta l’Italia con le loro tende ad occupare lo spazio della piazza Giovanni Paolo II. Improvvisamente siamo stati letteralmente catapultati in un film, non solo Scampia ieri sera era invasa dalle volanti, magicamente, ma il Mammut, casa di bambini e pedagogia è stata invasa da Questore, Prefetto e capi della Polizia. Sono venuti a verificare il coprifuoco a Scampia, ma guarda caso sono venuti con i fotografi per testimoniare la loro passerella di salvataggio di un quartiere prima mai visitato. Puntualmente oggi il Prefetto era su tutti giornali, salvatore della patria.

Pagina Faceook di Occupy Scampia[/caption]

Oggi alle ore 17,00 è andata in scena la pagliacciata di Occupy Scampia. C’erano più poliziotti e giornalisti che manifestanti. Le tende non sono arrivate, nemmeno i treni ricchi di giovani rivoluzionari (quindi deputata Picerno si faccia mezz’ora di SCUORNO) c’erano solo le telecamere delle Iene e de L’ultima parola, programma di Rai 2 che vi invitiamo a BOICOTTARE perché ha totalmente pilotato l’andamento della trasmissione verso i soliti clichè di Scampia, ovvero tossici, piazze e droga. In studio Giulio Cavalli, che rispetto con tutto me stesso per il suo operato al nord, ma francamente con Scampia non c’entra nulla. Fallimento, fallimento, fallimento. Ecco quello che succede quando le proposte non arrivano dal territorio. Io mi chiedo, ma in una realtà già difficile come quella di Scampia, con miliardi di problemi, era necessario inventare un coprifuoco? Il quale è servito solo a rendere mitica ed eroica la figura di organizzatori mai visti prima e di una deputata del PD, più velina che politica. Mamma mia se questa è la sinistra stiamo inguaiati.

La grandine del Padre Eterno ha messo fine ad una minchiata colossale. Ovviamente noi a questo circo mediatico siamo abituati da anni, da anni viviamo con marchio Scampia, ma credetemi SIAMO CRESCIUTI e ora non ci faremo fregare dai primi giornalisti e politici di turno. Come mai alla presentazione del libro dei 25 anni della Scuola Calcio Arci Scampia, dove c’erano oltre 400 scampioti non c’erano le telecamere? Lo stesso con Sfreno, manifestazione del Mammut? I perché li conosciamo tutti, ma se ora dobbiamo aver paura di quello che scrive Saviano, diventa davvero difficile. Roberto carissimo, ti rispetto e resti un grande, ma questa volta era meglio se la penna la posavi nel cassetto. Le ragazze del quartiere, compresa la Picerno, oggi portavano i tacchi.

Perché scrivo tutto questo? Perché domani saremo di nuovo tutti in moto, associazioni, cittadini, parrocchie, gente che crede nel cambiamento prodotto dal basso. State tranquilli, non ci abbatteremo, per niente. Da tutta l’Italia state tranquilli noi ci siamo, abbiamo nomi e cognomi, teste e progetti, voglia e passione. E se proprio volete occupare Scampia venite il 19 febbraio al trentennale carnevale del Gridas, vi renderete conto cos’è Scampia. Per il resto vi faccio con un immenso sorriso sulle labbra un gigantesco pernacchio. Perché al di là di tutto siamo gente educata.

Voci di Scampi Teatro – Vodisca Teatro

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