Le cinque regole d’oro per gestire il vostro profilo personale su Facebook

Il Natale si avvicina e con piacere regalo agli utenti cinque semplici regole per gestire al meglio il proprio profilo su Facebook.

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Non ostentare. E’ vero che i social network spesso vengono utilizzati per dare una rappresentazione di noi stessi migliore di quanto realmente siamo. Le foto ritoccate si possono facilmente riconoscere, stesso discorso per gli status esaltanti che pubblicate on line. Voi paladini della giustizia, voi eroi senza macchie, voi sempre pronti a denunciare … ecco si proprio voi lasciate perdere, si capisce lontano un miglio che la vostra necessità di descrivervi come superman nasce dallo stato di insicurezza che vivete. E’ vero l’umiltà è una virtù fuori moda, ma le persone normali le loro azioni eccezionali non hanno bisogno di condividerle su Facebook per cercare consenso e approvazione.

mbarazzo su Facebook

Imbarazzo su Facebook

Non siate imbarazzanti. E’ vero che l’articolo 21 della nostra Costituzione sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ma ci vuole buon senso quando si usano i social network. I tipi “imbarazzanti” che incontro su Facebook sono diametralmente opposti agli ostentatori, sono quelli che pensano che nessuno è perfetto e usano i social network per fare discorsi da baretto di terza categoria, pubblicare foto e commenti tardo adolescenziali. Sono quelli che possono avere tendenze razziste (ma non sono razzisti) e sessiste (ma non sono sessisti), sono dei burloni un po’ dementi che fino a pochi anni fa vivevano nelle loro piccole comunità di riferimento. Oggi sdoganati dalla rete si sentono liberi e legittimati a diffondere le loro idiozie.

Foto di Lady Gaga pubblicata su Twitter

Foto di Lady Gaga pubblicata su Twitter

Datevi una calmata. E’ vero che attraverso internet si sta svolgendo una grande rivoluzione culturale. Certo il web ci permette di comunicare in tempo reale. Ma non c’è bisogno che ogni vostra azione sia preceduta o seguita da un vostro stato/foto su Facebook. La vostra vita merita di essere vissuta nel modo migliore e più bello possibile e lo potrete fare solo se smetterete di condividere materiale in rete. Esaltati della comunicazione utilizzano i social network come se fossero Paris Hilton o Lady Gaga e sognano di partecipare al grande fratello. Non riescono a mettere dei limiti alla propria voglia di apparire oscillando in modo vorticoso tra l’imbarazzo generale.

Dipendenza da videogames

Dipendenza da videogames

Giocate con moderazione. Molte persone è inutile negarlo sono su internet anche per divertimento, amano Farmville e le mille declinazioni dei diversi giochi on line che si possono fare su Facebook. Come molti di voi sapranno questi giochi sfruttano gli aspetti di social networking di Facebook in modo invasivo spingendo i giocatori a invitare i propri amici a interagire con il gioco e promettendo denaro e punti esperienza. Per un breve periodo sono stato “amico” di un noto giornalista, sono stato perché dopo un paio di mesi l’ho dovuto cancellare dato che mi bombardava con richieste di adesione a Farmville. Capisco che il noto giornalista non ritenesse importante il mio giudizio nei suoi confronti e che io fossi la persona più indicata a cui mandare le notifiche dato che non ci conoscevamo di persona, però capisco anche quanto il suo coinvolgimento nella fattoria virtuale gli abbia fatto perdere un po’ di dignità.

Un fake è un fake

Un fake è un fake

Non condividete con superficialità. La quantità di materiale che ogni giorno viene condiviso in rete è sorprendente. Questo dato però si scontra con una cattiva abitudine che sta prendendo piede negli ultimi anni. Se ci fermiamo un secondo a riflettere e pensiamo che la giornata è rimasta di 24 ore, che tra il lavoro, le attività domestiche e quelle ricreative non on line il tempo che dedichiamo alla rete persiste a essere il medesimo. Ci accorgiamo che è più semplice condividere materiale su internet ma che non tutto il materiale che condividiamo viene fruito. Insomma molto spesso condividiamo articoli che non abbiamo letto, video che non abbiamo visto. Ci abbandoniamo a un virale movimento di automatismo. Andrebbe anche bene se molto di questo materiale non riguardasse informazioni, dati, denunce o altro. Ricordate l’attivismo informatico che si esprime attraverso la condivisione e diffusione dei contenuti ha come nemico principale la condivisione e diffusione di contenuti falsi.

Benché i cinque consigli possano rappresentare cinque profili distinti il limite tra di loro non è così invalicabile. Cosi come non è invalicabile il confine tra un utente “sano” e uno “imbarazzante”. Credo sia importante che nella vita, come sui social network, il rispetto per se stessi e per gli altri. Ricordate, inoltre, che nella vita ci può essere interiorità mentre sui social network ci sarà sempre e soltanto esteriorità.

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