Quale futuro per la social media generation?

Nerd-econla verità è triste…ed è che la grande utopia informatica è un bluff

 

Certe cose vanno dette e vanno dette il prima possibile perché le coscienze si sveglino e la ragione torni. Partiamo da alcuni esempi specifici: la notizia della morte di Agnese Borsellino e la foto della croce celtica nel commissariato al secondo piano del commissariato di polizia Città Studi a Milano in questi giorni sono state oggetto di numerose condivisioni e di molti commenti. Entrambe le notizie sono vere ma riguardano avvenimenti passati. Agnese Borsellino è morta nel 2013 e la foto della croce celtica è stata fatta nel 2011. Ciò nonostante le condivisioni e i commenti sono stati fatti come se si trattasse di avvenimenti recenti.

C’è poi il caso, ben più grave, delle ostie allucinogene distribuite durante una funzione religiosa, notizia falsa ma riportata da numerose testate e che periodicamente rispunta sui social network e che riceve sempre numerosi commenti e condivisioni.

Questi esempi, ma se ne potrebbero citare tanti altri, ci dimostrano quanto, nonostante la grande possibilità di informarci e comunicare, siamo diventati ancora più superficiali, distratti e pigri. Il flusso di notizie che riceviamo è così rapido e continuativo che preferiamo alla lettura e all’approfondimento, la partecipazione. Spesso condividiamo articoli senza neanche averli letti solo perché il titolo rispecchia una nostra idea o posizione (e magari nell’articolo si parla di tutt’altro). Il tentativo di essere/sembrare informati si traduce nell’assenza di contenuti reali. Essere diventa più importante di sapere, ma se non sai non sei, direbbe il mio maestro di zumba. Ognuno di noi è responsabile della propria credibilità, nella vita reale come in quella virtuale per questo motivo è molto più importante la qualità dei contenuti che si condividono rispetto la quantità. Leggere, capire, approfondire un dato argomento ci permette di farlo nostro e di poterne parlare con cognizione di causa. Pensiamo a un futuro prossimo in cui ognuno di noi in modo continuo condivide articoli, foto e notizie. Pensiamo a quanto triste sarebbe quel mondo se quegli articoli e quelle notizie fossero false o manipolate. Quanto sarebbero tristi quelle persone che, convinte di fare informazione ma non curandosi di verificare ciò che condividono, alimentano un sistema di menzogna e distrazione. L’avrete sicuramente capito, quel futuro prossimo è adesso e quelle persone potreste essere voi.

SelfieTutti protagonisti

Una frase che mi piace molto recita: Non sei profondo. Non sei un intellettuale. Non sei un artista. Non sei un critico. Non sei un poeta. Hai solo un accesso ad internet“. Con il boom dei social network siamo diventati tutti esperiti di tutto e ci sentiamo autorizzati a esprimere giudizi e a formulare critiche su qualsiasi argomento. Il problema è che le nostre opinioni non sono diventate più profonde e puntuali e che non abbiamo approfittato della connessione per migliorarci. Diffondiamo invece, grazie alla connessione, i commenti che avremmo fatto al bar o dalla parrucchiera. Non usiamo quindi le tecnologie a disposizione per migliorarci. ma semplicemente per comunicare. Pensavamo che il giorno in cui saremmo stati tutti collegati saremmo riusciti a diventare più colti, più informati e migliori. La realtà è che invece stiamo diventando sempre più mediocri…Come se avessimo un megafono e non ci importasse più cosa dire, ma semplicemente fare rumore. L’importante sono i like, i commenti, l’appagamento sociale/virtuale. Sembra quasi che questa realtà sociale ci abbia resi tutti protagonisti di un grande fratello senza premi dove però, non puoi che perdere momenti importanti della tua vita. Credetemi il profumo dei fiori, il sale sulla pelle, un sorriso, innamorarsi, andare in bicicletta, camminare sull’erba a piedi scalzi, ballare, cantare sotto la doccia sono solo alcune delle esperienze, molto più gratificanti che dovreste vivere e condividere con le persone che amate, nella vita non sui social network. Il futuro è adesso, la vita è adesso, oltre la tastiera e il monitor c’è un mondo, che spaventa (è vero) e che non è perfetto ma che è estremamente ricco e che ha bisogno di voi per essere migliorato.

Pensiamo di essere sempre connessi ma in realtà stiamo diventando asociali. Uno splendido video che racconta come ci stiamo trasformando e cosa stiamo perdendo…

Come vivresti senza il tuo iphone? un video triste che ci apre gli occhi sulle troppe cattive abitudini che stiamo prendendo.

Siamo la social media generation… in una continua, disinibita e infantile ricerca di attenzione.

Quando ci svegliamo dal sogno e ci accorgiamo che la realtà è un incubo che stravolge tutte le nostre aspirazioni.

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2 thoughts on “Quale futuro per la social media generation?

  1. Salve, sono l’autrice dell’articolo su Agnese Borsellino e sono “sconcertata” quanto voi dalle migliaia di condivisioni del mio pezzo, che l’anno scorso aveva avuto un “successo” infinitamente minore. Lunedì mattina l’ho ricondiviso nella mia pagina FB e twitter, specificando “l’anno scorso…”. Nel giro di poche ore, il delirio. Centinaia e centinaia di letture (l’onda continua anche oggi) e di re-tweet. E a me sembrava strano che così tante persone si prendessero la briga di commentare e leggere una notizia di un anno fa. Molto probabilmente tanta gente ignorava che la signora Borsellino fosse morta… Certo tutte queste letture e condivisioni hanno portato un grande afflusso di gente al sito su cui scrivo, ma non riesco a gioirne fino in fondo, proprio per le ragioni qui enunciate. C’è tanta, troppa superficialità.
    Claudia

    • Ciao Claudia, mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento. Si potrebbe tenere una lezione all’università su questo caso… Speriamo nelle persone e nella loro capacità di diventare utenti attenti oltre che attivi altrimenti tutta questa tecnologia è inutile…

      Ti auguro una buona giornata

      Cosimo

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