Troll e shocklogger

Quando parliamo dell’importanza delle nuove tecnologie e del potere di internet dobbiamo considerare due figure chiave, e negative, della comunicazione virtuale: i troll e gli shocklogger.

Troll

Troll

Con la comunicazione partecipata consentita dal web 2.0 e dai tanti social network tutti corriamo il rischio di incontrare un troll. Queste persone agiscono nella rete attraverso messaggi provocatori, irritanti, offensivi, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione ed eccitare gli animi. Sono utenti come noi ma che spingono per una deriva comunicativa che renda inefficace le potenzialità della rete.

Già dalla nascita di Indymedia questi utenti rendevano difficile la condivisione e la circolazione di notizie e opinioni fino a diventare una delle cause della temporanea chiusura nel 2006.

L’aumento delle possibilità di condividere informazioni e l’attenzione dei mezzi di comunicazione mainstream per tutto ciò che riguarda i social media ha aumentato e intensificato il fenomeno. Non so se siete mai capitati in pagine assurde su Facebook che richiamandosi a fatti di cronaca incitano alla violenza e alla volgarità offendendo le persone morte e i loro cari. Questo tipo di azioni molto spesso sono attribuibili ad adolescenti che agiscono semplice con lo scopo di diventare “famosi”, venendo citati in tv o dai giornali. Come diceva Oscar Wilde Bene o male non importa, l’importante è che se ne parli.

Io in questi casi segnalo la pagina, non mi iscrivo e non commento, perché spesso queste pagine sono animate più da utenti normali che si scagliano contro i troll che non dai disturbatori stessi.

Altri troll invece hanno propriamente funzioni di controllo politico difendendo stati, politici o multinazionali da critiche o cadute d’immagine. Anche in questo caso al posto di argomentare le proprie posizioni gli autori preferiscono insultare, deridere e screditare l’autore.

Su come agire nei confronti dei troll vi rimando al post pubblicato su Retelab dal titolo “Come difendersi dai Troll”.

Anche il fenomeno degli shocklogger sta avendo una grande diffusione, il termine fu coniato per descrivere un certo numero di siti web olandesi specializzati nel presentare, condividere e pubblicare materiali irritanti e sconvolgenti. Secondo una voce (poi cancellata) di Wikipedia:

“sono blog che usano lo shock e la calunnia per gettare fango sulle vicende in corso, sui personaggi pubblici e sulle istituzioni. Di solito gli autori degli shocklog commentano una notizia in modo provocatorio e ingiurioso, spesso con il risultato di stimolare commenti ancora più offensivi, come minacce di stupro e assassinio. Occasionalmente gli shocklog inciteranno il lettore a intraprendere qualche azione (on line), di solito un attacco contro un obiettivo specifico”

Blogger che quindi si posizionano ai margini dell’industria dell’informazione per testare le frontiere del politicamente corretto dei media tradizionali e che attirano sui propri spazi web migliaia di utenti che hanno bisogno di esprimere le proprie frustrazioni, la propria rabbia e delusione in questo periodo di crisi. E’ scontato dire che i grandi shocklogger abbiano anche profili sui social network attraverso i quali meglio interagiscono con gli utenti.

Se pensassimo alla nostra televisione capiremmo subito che quei politici/opinionisti che in studio non fanno altro che gridare e insultare gli altri ospiti o il conduttore usano la tecnica del troll depotenziando la comunicazione e la comprensione della situazione.

Il Giornale - A noi Schettino a voi Aunschwitz

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Se pensiamo alla fabbrica del fango che periodicamente viene attivata sui nostri quotidiani per destabilizzare, indebolire e calunniare politici, magistrati o uomini di spicco abbiamo chiara la finalità e il modo d’agire di uno shocklogger.

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